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Junger Mann in vier Stufen vom Schlafen zum Handeln

Dal dormire al creare: 4 passi

Nella tua vita personale o nella società intera: il progresso segue spesso gli stessi stadi.

Se li riconosci, capisci meglio perché certe cose restano bloccate e quando invece si mettono in movimento.

Stadio uno: Dormire (Kali Yuga)

Qui le persone sono ancora inerti o non informate.

I doveri vengono trascurati. Il giusto e lo sbagliato si confondono. Ingiustizia e umiliazione sembrano «normali».

Si chiudono gli occhi su ciò che davvero accade nella società. Oppure si crede ciecamente a chi ha il potere.

Nella vita quotidiana significa: funzionare, consumare, tacere.

Nella società: accettare l’umiliazione perché nessuno osa fare il primo passo.

Finché prevale questo atteggiamento, tutto resta com’è.

Stadio due: Risveglio senza azione (Dvāpara Yuga)

La coscienza si risveglia. Si vede cosa non va e si sente: qualcosa dovrebbe accadere.

Frasi tipiche: «Bisognerebbe affrontarlo.» «Sarebbe dovuto succedere da tempo.»

La consapevolezza c’è, manca l’azione.

Spesso manca anche una guida chiara e coraggiosa.

Molti aspettano che «qualcuno» dia inizio.

Si è ancora sdraiati, ma già si sa che restare a terra non basta.

Stadio tre: Alzarsi ed essere pronti (Tretā Yuga)

Le parole non nascono più soltanto dalla comodità.

Le persone distinguono, si alzano e dicono: Ora agire.

Si formano piccoli gruppi, pianificano passi concreti e preparano un agire efficace.

La coscienza è desta; aspetta di essere tradotta in lavoro. Il cambiamento decisivo è l’atteggiamento: non più «si dovrebbe», ma «iniziamo noi».

Stadio quattro: Diventare attivi (Satya Yuga / Krta Yuga)

I piani non restano più tigri di carta.

Chi lavora con sincerità e in concreto avanza.

Nella vita personale il progresso nasce solo dall’attuazione.

Nella vita sociale allo stesso modo: i successi seguono l’agire, non soltanto i buoni propositi. Così le persone sono andate avanti in passato, così fanno oggi, e così continueranno a fare.

Periodo di transizione

Tra due di queste fasi c’è spesso un periodo di transizione (Yuga Sandhi): un ordine finisce, uno nuovo non è ancora iniziato con chiarezza.

Molti si aggrappano al vecchio perché la via d’uscita appare poco chiara. Altri sentono già che qualcosa di nuovo è possibile.

Quando si raggiunge questo stadio, devono guidare i saggi, i coraggiosi e chi è eticamente saldo.

Chi tace per paura delle critiche e si preoccupa soprattutto della reputazione, in tali ore contribuisce poco. Servono persone che dicono: Andiamo. Sono con voi. Se arrivano difficoltà, le porto insieme a voi.

Tali guide (Sadvipras) portano luce in una situazione difficile: mostrano la via, assumono responsabilità e rendono possibile il primo passo.

A volte, nei grandi punti di svolta, non basta nemmeno una guida di questo tipo.

Allora serve una direzione particolarmente consapevole e coraggiosa, che nomina il fardello del passato e guida verso il nuovo: Lasciate andare ciò che vi danneggia. Andate avanti. Rispondete al nuovo. Sono con voi. Non c’è motivo di temere.

Il nucleo è semplice: L’ignoranza non cambia nulla. Nemmeno il solo lamentarsi. Alzarsi prepara.

Solo l’azione cambia.

Personalmente e socialmente, il progresso inizia dove veglia e azione si incontrano e qualcuno si assume la responsabilità di portare luce nella situazione difficile.


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