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Dorothee Sölle: Dio non ha altre mani che le nostre

 

Oggi, 30 settembre, Dorothee Sölle avrebbe compiuto 97 anni. Nacque nel 1929 a Colonia. Morì il 27 aprile 2003 a Göppingen.

Sölle era teologa, poetessa e attivista. Era dedicata a Dio e ha combattuto con coraggio l’ingiustizia nella società.

La preghiera notturna politica

Nel 1968, all’ombra della guerra del Vietnam, nacque la Preghiera notturna politica.

Sölle voleva che fede e azione pubblica andassero insieme. Una delle prime preghiere notturne a Colonia sfociò in una dimostrazione contro la guerra in Vietnam.

Nella sua professione di fede del 1985 dice di credere in Dio che non ha creato il mondo già finito e che vuole il cambiamento di tutte le condizioni attraverso il nostro lavoro e la nostra politica.

Per lei pregare non significava giungere le mani e aspettare che qualcuno lassù intervenga.

Addio al Dio-papà

Dopo Auschwitz mise fortemente in discussione l’immagine del Padre onnipotente in cielo. Il Dio che avrebbe messo a posto tutto lo chiamò una «teologia del papà-sistemerà-tutto». L’azione di Dio in questo mondo dipende da ciò che fanno gli esseri umani.

Da lì nacque una frase famosa che lei coniò:

Dio non ha altre mani che le nostre.

 

È un addio alla comodità. Se vedi persone che soffrono e aspetti un intervento dall’alto, allontani il lavoro che è già nelle tue mani.

Nelle memorie Gegenwind scrive nel 1995:

La riflessione teologica senza conseguenze politiche equivale all’ipocrisia. Ogni frase teologica deve essere anche politica.

 

Pace, donne, ambiente

In questo spirito Dorothee Sölle partecipò al movimento per la pace, al movimento delle donne e al movimento ambientalista.

Negli anni Ottanta stette nei sit-in davanti al deposito Pershing II sulla Mutlanger Heide e davanti al deposito di gas tossici a Fischbach.

In una seconda professione di fede scrive:

Capisco qual è il compito di vita di tutti gli esseri umani:
creare pace e giustizia
e sentire rispetto per tutto ciò che vive.

 

Mistica e politica

La sua opera principale del 1997 si intitola Mistica e resistenza, con il sottotitolo «Tu silenzioso grido». Per lei la mistica non era una fuga dal mondo in una stanzetta quieta. Era un allargamento dell’orizzonte. Più vicina a Dio, e proprio per questo più vicina a chi soffre in silenzio e ha bisogno di essere ascoltato.

Un tocco di Dio spinge la mistica a mettere in discussione e migliorare le condizioni del mondo. Per Sölle mistica e politica vanno insieme.

Sölle ha praticato entrambe: poesie e blocchi, preghiera e lotta. Sulla sua tomba a Amburgo-Nienstedten sta scritto: «Nella tua luce vediamo la luce.» Luce che rimane. E mani che fanno qualcosa.

In questo compleanno le va quindi il mio profondo rispetto.

 


Foto: Nationaal Archief / Anefo, Conferenza internazionale delle donne per la pace al Tropenmuseum, Amsterdam, 27 novembre 1981. Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 nl. A destra Dorothee Sölle, a sinistra Adriane van Melle-Hermans.

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