Skip to main content Scroll Top
Menschen auf einem Schweizer Dorfplatz mit Flagge und Alpen; Person in der Mitte mit alpinem Gesicht

Neutralità: la Svizzera può essere un modello di diplomazia di pace

Il 27 settembre 2026 la Svizzera decide sull’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera».

Cosa vuole fissare l’iniziativa

La neutralità è ancorata nella Costituzione federale dal 1848.

L’iniziativa vuole un nuovo articolo 54a. La neutralità sarebbe allora perpetua e armata.

La Svizzera non aderirebbe ad alcuna alleanza militare o di difesa e non coopererebbe con una tale, salvo in caso di attacco contro di sé o di preparazione di tale attacco.

Non adotterebbe sanzioni contro Stati in guerra, fatte salve le sanzioni delle Nazioni Unite (ONU) e le misure contro la loro elusione. Al tempo stesso utilizzerebbe la neutralità per il ruolo di mediatrice.

Lo scatto è stata l’ampia adozione delle sanzioni UE contro la Russia.

Il voto non mette in discussione la neutralità in quanto tale. Mette alla prova la prassi: testi costituzionali più rigorosi, oppure il precedente margine di manovra.

I miei tre punti

Per me contano tre punti. Questa è la mia posizione, non l’agenda dell’iniziativa.

In primo luogo la Svizzera può essere un modello di democrazia e di diplomazia di pace. Democrazia diretta, decisioni federali e la prassi dei buoni uffici sono preziosi.

Un Paese che non prolunga i conflitti, ma offre dialoghi e vie umanitarie, serve più di se stesso.

In secondo luogo non dovrebbe partecipare a sanzioni, salvo quelle dell’ONU. Le deliberazioni ONU portano una legittimità diversa dai pacchetti di sanzioni di singoli blocchi.

La credibilità come mediatrice richiede di non essere parte in una guerra economica.

Cosa conta il giorno del voto

Consiglio federale e Parlamento raccomandano il no. Vedono gi soddisfatte esigenze essenziali e avvertono di uno spazio di manovra ristretto.

Il fronte del sì sottolinea la chiarezza contro il trascinamento in alleanze e blocchi di sanzioni.

Un precedente sondaggio di tendenza SRG tra chi intendeva votare mostrava più no che sì. Era una fotografia del momento, non una previsione.

Il 27 settembre contano il testo dell’iniziativa, le spiegazioni e il proprio giudizio.

Per me restano i tre punti: la Svizzera può essere un modello di democrazia e di diplomazia di pace; non dovrebbe partecipare a sanzioni salvo quelle ONU; e non dovrebbe partecipare a guerre di aggressione.


Siamo lieti di ricevere feedback, domande e suggerimenti a: kontakt@tageslicht-magazin.de.


Ti piace il nostro lavoro? Saremo felici se ci sostieni con un contributo volontario.

Grazie di cuore!